L’Associazione Heta presenta l’incontro “SINTOMO E SCUOLA” sulle tematiche legate ad adolescenza, infanzia, scuola e nuove sintomatologie, attraverso il prisma dell’orientamento psicoanalitico.
MARCO FOCCHI E LUCIA LUCCARINI – “SINTOMO E SCUOLA”
Il Centro Heta prosegue la sua collaborazione con Vigor Senigallia FC iniziata nel 2022, attraverso un percorso formativo rivolto ai ragazzi, agli allenatori e alle famiglie.
A partire dall’esperienza maturata insieme nel 2022 e raccogliendo le proposte e le esigenze delle persone incontrate durante la collaborazione, si propone un programma operativo per l’anno 2023 rivolto ai ragazzi, gli allenatori e le famiglie.
L’ equipe Heta, in cui sono presenti psicologo, nutrizionista, operatore e consulente familiare, potrà accogliere, laddove necessario, le domande di ragazzi e genitori che avessero necessità di interventi specifici.
Siamo qui come referenti del terzo settore al coordinamento regionale per i disturbi alimentari e rappresentiamo al tavolo le associazioni che a vario titolo si interessano dei disturbi alimentari nelle Marche. Nostro obiettivo è far si che venga data voce a tutti gli attori in campo e che si possa superare, prima o poi, la distinzione tra pubblico e privato sociale per costruire una rete realmente operativa nel campo dei disturbi alimentari.
Il mio contributo di oggi verterà principalmente su quella che è la novità e per alcuni il traguardo che i disturbi alimentari hanno ottenuto entrando a far parte dei LEA, i livelli essenziali di assistenza. Quali sono le origini di questo e quali le possibili conseguenze.
Non celebriamo la giornata del fiocchetto lilla perché non dividiamo le persone per colore o per presunta patologia, e chiunque svolga un lavoro clinico sa perfettamente che o si ascolta il disturbo o si ascolta l’essere umano che c’è dietro.
Non abbiamo organizzato eventi per il fiocchetto lilla perché si sta rischiando di fare di una causa propria la propria causa, ed è irresponsabile per chiunque si occupi di dolore umano assecondare questa deriva verso un altro, ennesimo, ideale.
Quando una persona di fronte a noi soffrirà di un qualcosa, faremo di tutto perché se ne occupi, ma non gli consiglieremo mai di celebrarlo.
Disclaimer per stoppare le inevitabili polemiche da stadio, alimentate anche dalla polarizzazione in tempo di guerra (c’è un gadget in omaggio a riguardo):
NON è una critica alla “professione”, ma a una retorica a essa, anzi, dannosa.
NON è una critica sessista, ma punta un uso, questo sì, sessista della critica.
UNA RISPOSTA POSSIBILE – Il trattamento dei disturbi alimentari, dipendenze e sintomi contemporanei.
Il dibattito sulla salute mentale dei giovani e la necessità di fornire delle risposte efficaci portano a stringere il focus dei trattamenti somministrati intorno l’obbiettivo primario di una “remissione sintomatica” di fronte ai quali le nuove e molteplici forme che la sofferenza assume, e le elevate “ricadute”, evidenziano un’impasse nella direzione della cura. Il dibattito e la convergenza di più servizi sul territorio regionale vogliono aprire a una riflessione perché la sofferenza soggettiva possa trovare una possibilità, attraverso gli spazi, i tempi e i modi, di essere accolta.
Il Centro Heta avvia un percorso di incontri con allenatori e tecnici ed effettua un’indagine dal focus psicologico e nutrizionale sui ragazzi della scuola calcio.
Spazio di riflessione e laboratoriale con gli operatori Heta per lavorare sulla comunicazione con e tra i ragazzi, sulle peculiarità dell’intento performativo, sulle difficoltà della didattica sportiva.
Interventi con il personale degli istituti penitenziari della Regione Marche ed Emilia Romagna.
Realizzazione di interventi di supporto psicologico rivolti alla Polizia Penitenziaria e ai detenuti, dai quali sono nate delle collaborazioni con gli Istituti di Ancona Montacuto e Pesaro con i quali l’Associazione Heta è convenzionata.
Realizzazione di interventi domiciliari presso il Distretto del Trasimeno (PG) diretti a individuare, fornire supporto e reintegrare persone in condizioni di fragilità e grave isolamento sociale con bassa aderenza ai trattamenti standard.
L’intervento è realizzato nell’ambito del Progetto “St(r)anamenti” in convenzione con l’USL2 dell’Umbria.